A Sofia il bushiano cintura nera Borisov vince alla bulgara

La destra vince le elezioni in Bulgaria e un politico con il debole per i film di Schwarzenegger, Boyko Borisov, chiede ai liberisti di portare il paese fuori dalla crisi. Il suo partito, Cittadini per lo sviluppo europeo (Gerb), ha vinto le elezioni con il quaranta per cento dei voti. I socialisti dell’ex premier Sergei Stanishev, al governo da cinque anni, si sono fermati al diciassette. Leggi La Bulgaria da romanzo libera i gangster per farli correre alle politiche
22 AGO 20
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Cinquant’anni, sindaco di Sofia dal 2005, Borisov ha la fama del picchiatore politico. E’ cintura nera di karate, è stato capo della polizia e guardia del corpo di Todor Zhivkov, l’ultimo leader del Partito comunista bulgaro. Dice che sconfiggerà la mafia con le maniere forti, si ispira al governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ed è conosciuto per i rapporti con il vecchio capo della Casa Bianca, George W. Bush: grazie a Borisov, gli Stati Uniti hanno aperto una base in Bulgaria con ottocento marine. Il Gerb è la sua creatura. Lo ha fondato nel 2006 per raccogliere i movimenti del centrodestra e si è presentato alle elezioni con un motto molto simile a quello di Barack Obama (“Bulgaria, We Can”). Ha fatto discutere per le battaglie verbali con la minoranza turca, definita “cattivo materiale”. I sondaggi lo davano avanti da qualche mese, ma pochi erano convinti che avrebbe raggiunto il quaranta per cento. “E’ un risultato sorprendente – commenta l’analista del Cls – La spiegazione sta nell’affluenza: sette cittadini su dieci sono andati a votare, questo è un record”.
Ora Borisov deve completare la maggioranza. L’impresa non è impossibile: i nazionalisti della Syuz Ataka (Unione attacco) sono al nove per cento e un altro movimento d’area, Coalizione blu, ha raggiunto il sette. La formula anticrisi, però, arriverà dai liberisti. L’unico certo di avere un posto nel prossimo governo è Symeon Dyankov, l’uomo della Banca mondiale incaricato di portare l’Europa dell’est dal sistema socialista al libero mercato. La moglie, Caroline Freunde, è consulente di Barack Obama. Dyankov non ha ancora accettato l’incarico ma il “sì” sembra questione di ore: sarà lo sherpa di Borisov nelle questioni economiche e la notizia basta a mettere calma fra gli investitori stranieri. Il suo primo obiettivo è scongelare i soldi del Fondo monetario internazionale, un miliardo di dollari che possono salvare la nazione da una fine poco dignitosa. Il secondo è ridurre il deficit. “Il nuovo governo non taglierà la spesa sociale – dice Ganev – Cercherà piuttosto di razionalizzare i costi: alla fine del giorno non ci devono essere sprechi. Per questo, Borisov ha già annunciato che ridurrà il numero dei ministeri ed è possibile che tenga per sé la delega all’Interno”.
La Bulgaria è il paese più povero e corrotto del continente. La malavita è forte a Varna e Sozopol, sulle coste del Mar Nero, dove controlla i Casino frequentati dai milionari russi, ma può contare su amici fidati anche nel palazzo del governo. Un ex vicepremier, Alexandr Tomov, è in prigione e aspetta di essere giudicato per aver preso in prestito venti milioni di euro dalle casse dello stato. L’Unione europea ha bloccato per due volte il denaro diretto a Sofia dopo aver scoperto che gli aiuti finivano alle organizzazioni criminali. La mafia è un problema che il governo socialista non ha saputo affrontare. Un emendamento approvato pochi mesi fa dal Parlamento ha concesso ai capi clan di lasciare le carceri per partecipare alle elezioni come candidati. Molti ci hanno provato ma nessuno è riuscito nell’impresa: la polizia ha comunicato che sono già tornati tutti in galera.